Arnaldo Romani Brizzi
Cantieri romani
Roma, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, 2001
...Vi sono, quindi, opere di stretto valore vedutistico, secondo la nuova tradizione del genere rinnovato, come nel caso di artisti quali Andrea Aquilanti, Daniele Galliano, Federico Guida, Giorgio Ortona, Mauro Reggio. Si tratta di impostazioni sceniche che mimano solo in apparenza l'impostazione naturalistica, dando poi, a lettura maggiormente approfondita, indicazioni che inevitabilmente riconducono all'attualità dei linguaggi pittorici contemporanei. Infatti, e innanzitutto, risulta ben evidente l'origine fotografica del loro comporre, la temperie antinaturalistica del trattamento tecnico e cromatico, l'esibizione voluta e leggibile di una asciuttezza del disegno. Le vedute sono quelle che sono: Santa Maria Maggiore, dalla parte absidale, a completamento dei lavori di ristrutturazione della piazza antistante, nell’opera di Aquilani; il cantiere stradale nel tratto che separa, a ridosso di mura, Porta Maggiore da San Giovanni, nell’opera di Galliano; la Fontana dei Fiumi a Piazza Navona, in Federico Guida; una veduta panoramica, a volo d’uccello, sulla sopraelevata e verso l’ex pastificio Pantanella, in Giorgio Ortona; il cantiere dei Fori Romani, al disotto del Campidoglio e del Vittoriano, dalla parte dell’Arce Capitolina, in Mauro Reggio. Ma la resa pittorica ha fissato l’intento della propria ricerca in base a un altro punto di vista: la coscienza del luogo è trasmessa, in realtà, per il mezzo di un tradimento tanto più inquietante, in quanto non flagrante.